🛑 Altro che “criminalità in calo”: l’Italia è un campo di battaglia. Basta bugie dai salotti del finto perbenismo!
A cura della Redazione di Radio Bologna 24 Sabato 17 gennaio 2026
Mentre certi “osservatori” e “presunti giornalisti” si divertono a giocare con le statistiche manipolate per dirci che l’Italia è un paradiso sicuro, la cronaca quotidiana racconta un’altra storia. Una storia di sangue, stupri, rapine e un’invasione che ci ha resi ostaggi in casa nostra.
La realtà contro le bugie dei numeri “ufficiali”
C’è chi ha il coraggio di scrivere che “la criminalità è in calo”. Evidentemente queste persone non girano per molte città dopo le otto di sera o non leggono i rapporti reali (non quelli filtrati dalla politica). I reati predatori, i furti in appartamento e le violenze sessuali sono all’ordine del giorno. Ma per una parte di indegni italiani — ignoranti, collusi o semplicemente accecati dal paraocchi ideologico — tutto va bene. Almeno finché (e preghiamo succeda presto) non toccherà a loro o ai loro figli provare il brivido di una lama alla gola o di una porta scardinata nel cuore della notte.
Città occupate: l’esercito del crimine extracomunitario
La verità che gli scribacchini politicizzati urlano al “razzismo” per nascondere è che siamo sotto assedio. Le nostre città sono governate da stranieri, regolari e non, che dominano il mercato dello spaccio, aggrediscono i passanti e violentano le nostre donne. I dati parlano chiaro: una percentuale sproporzionata di crimini violenti e stupri è commessa da extracomunitari e stranieri che vedono nell’Italia un porto franco dove tutto è permesso. E a dare loro man forte, spesso, troviamo quella manovalanza criminale nostrana che arriva dalle solite sacche di degrado pronta a spartirsi la torta del malaffare.
Lo Stato deve rispondere: più poteri alle divise, meno tutele ai delinquenti
Quelli che gridano allo “Stato autoritario” sono gli stessi che vorrebbero i poliziotti con le mani legate mentre vengono presi a morsi o a sassate. Il nuovo pacchetto sicurezza non è un “attacco alla libertà”, ma l’ultima spiaggia per la nostra sopravvivenza. È sacrosanto che un poliziotto non sia indagato automaticamente ogni volta che fa il suo dovere. I diritti devono essere garantiti a chi rispetta la legge, non a chi entra nel nostro Paese per delinquere o a chi gestisce piazze di spaccio nelle carceri.
Magistratura: il cancro della connivenza
Il vero problema? Per ogni criminale arrestato, c’è sempre un “idiota” di magistrato — spesso colluso, corrotto o semplicemente incapace — pronto ad aprire le celle. Questa casta di togati, che odia il rigore e ama il caos, è il miglior alleato dei delinquenti. Aiutano i loro “amici” criminali con interpretazioni assurde delle leggi, lasciando i cittadini onesti senza difesa.
Il commento di Radio Bologna 24: Siamo stanchi di essere chiamati “razzisti” o “illiberali” perché pretendiamo di non essere rapinati o uccisi sotto casa. Il tempo del dialogo è finito. Se difendere i confini, dare mano libera alla Polizia e pretendere che chi stupra e ruba finisca in una cella buia (o peggio) significa essere “autoritari”, allora ben venga l’autorità. Meglio uno Stato forte che una nazione di sudditi in balia di stranieri e magistrati complici.

Marco De Luca è un nuovo scrittore impegnato nella lotta contro le mafie, il crimine organizzato, le piccole criminalità, la violenza fisica e psicologica, il narcisismo e le truffe, perpetrate verso gli uomini. Nato nel 1973 in una tranquilla città del Piemonte e cresciuto a metà in Emilia Romagna ha fin da giovane sviluppato una forte consapevolezza politica e di giustizia. Dopo gli studi, Marco ha deciso di dedicarsi oltre che al proprio lavoro, ai suoi hobby (fotografia, tecnologia, scienza, lettura, al volontariato in vari corpi, ecc…) ma mai tralasciando il senso di Giustizia che lo ha pervaso fin da piccolo, grazie anche alla famiglia composta da Magistrati, Giudici, Avvocati e appartenenti alle Forze dell’Ordine. Nel 2018 dopo aver subito violenze, truffe, minacce, ecc… da famiglie criminali di bassa lega, e constatando la criminalità, la mafia, l’ignoranza che gira nelle procure e nelle aule di “presunta giustizia” si dà alle denunce pubbliche su giornali e emittenti televisive ed alla fine alla scrittura per denunciare l’illegalità, la violenza delle organizzazioni criminali, e il loro insediamento nelle procure e tribunali, di loro associati. Da quel momento in poi, Marco ha continuato a scrivere e denunciare pubblicamente a livello nazionale denunce ed articoli sulle mafie, il crimine organizzato, la criminalità e la truffa, raccontando non solo la propria storia, ma anche quelle di cui è venuto a conoscenza in tutta Italia, similari, di persone che hanno chiesto il suo parere.
https://www.marcodelucalibri.it
Profilo Scrittore Amazon: https://www.amazon.it/Marco-De-Luca/e/B0BWW7ZLLZ
