🤮 Il valzer dei leccapiedi: quando il potere scopre che esistiamo (e prova a offrirci il caffè)
C’è una specie animale che popola le scrivanie dei palazzi del potere, una razza che non brilla per intelligenza, ma ha un fiuto per la convenienza che farebbe invidia a un tartufaio. Parliamo dell’opportunista politico, quel genere di personaggio che per anni non ti degna di uno sguardo, non ti saluta nemmeno se lo incroci al bar mentre affoga nei suoi pasticcini, e improvvisamente – come per miracolo – subisce una folgorazione sulla via di Damasco.
La scena è degna di una commedia di serie B degli anni 70. Per cinque anni, il sindaco di un “non precisato” paese della zona ha ignorato Radio Bologna 24 come se fossimo rumore di fondo. Mai un saluto, mai una parola, mai un interesse per quello che facciamo. Poi, giovedì scorso, il cortocircuito.
L’effetto “Senatore” e il miracolo dei numeri
È bastato vedere il nostro Direttore camminare per le vie della città a braccetto (si fa per dire, visto che le idee politiche sono agli antipodi) con un Senatore della Repubblica, con tanto di scorta al seguito — poliziotti, carabinieri in borghese o guardie private, non è dato saperlo, ma c’erano diversi personaggi a seguirli — ed ecco che il sindaco in questione ha avuto un’illuminazione divina.
Improvvisamente, i suoi occhi si sono aperti. Forse è stata la vista del personaggio politico e della protezione, o forse, più probabilmente, è stata la scoperta che Radio Bologna 24 ha macinato quasi 60.000 visite in meno di un mese. D’altronde, come si può vedere su Radio Bologna 24 perché l’abbiamo pubblicato, il nostro direttore è uno che sta facendo chiasso e alzando un polverone di casini e scandali non da poco. Forse qualcuno è infastidito, oppure interessato per motivi politici o per dare fastidio agli avversari…(il senatore si è scomodato) una rilevanza confermata anche dalle raccomandate ricevute dallo stesso direttore (e pubblicate) dal Presidente della Repubblica e da Papa Bergoglio.
E allora via con il copione: sorrisi a trentadue denti, strette di mano vigorose, e quella domanda che puzza di ipocrisia lontano un chilometro: “Ma avete bisogno di qualcosa? Come possiamo aiutarvi? Possiamo collaborare?”.
L’arte del leccaculismo professionale
Caro il nostro primo cittadino (e la lista di chi si comporta come te è lunga), il tuo improvviso interesse ci commuove quasi quanto una cartella esattoriale dell`Agenzia delle Entrate. È incredibile come la disponibilità di certi politici o altro appaia solo quando sentono odore di ritorno d’immagine o quando capiscono che, forse, questa Radio ha più seguito del loro ultimo consiglio comunale deserto.
L’opportunismo è una brutta bestia, ma il leccaculismo è peggio: è una professione. Questi personaggi promettono mari e monti, offrono aiuto mai richiesto e cercano di salire sul carro dei vincitori quando vedono la scorta e i documenti del Colle e del Vaticano. Cercano un briciolo di visibilità, sperando che un po’ della nostra polvere di stelle cada anche sulle loro poltrone impolverate.
La nostra risposta? Un sorriso cinico
Radio Bologna 24 ha declinato l’invito. Con eleganza, certo, ma con quel cinismo che ci contraddistingue. Non facciamo nomi, non perché abbiamo paura, ma perché non regaliamo pubblicità gratis a chi vive di rendita sulla pelle dei cittadini.
Siamo abituati a camminare da soli, e non abbiamo bisogno del braccetto di chi si sveglia dal letargo solo quando vede un Senatore, certi documenti e scandali o una statistica web che scotta. Continuate pure a fare le vostre promesse elettorali da bar, noi continuiamo a fare informazione. Quella vera, che non si vende per un saluto interessato in piazza.
🎙️ Il Commento di Radio Bologna 24: Il solito teatrino
Il mondo è pieno di persone che ti voltano le spalle quando sei nel fango e ti stendono il tappeto rosso quando sei in cima. Il leccaculismo è lo sport nazionale, e la politica ne è il campionato professionistico. Questi opportunisti della domenica pensano che basti una pacca sulla spalla per cancellare anni di indifferenza. Ma noi abbiamo la memoria lunga e, soprattutto, non abbiamo bisogno di padrini. Il nostro unico padrone è chi ci ascolta e chi ci legge (e non sembra, ma sono tanti). Agli altri, a quelli che arrivano solo quando splende il sole o quando vedono la convenienza, lasciamo volentieri l’ombra dei loro uffici.

Marco De Luca è un nuovo scrittore impegnato nella lotta contro le mafie, il crimine organizzato, le piccole criminalità, la violenza fisica e psicologica, il narcisismo e le truffe, perpetrate verso gli uomini. Nato nel 1973 in una tranquilla città del Piemonte e cresciuto a metà in Emilia Romagna ha fin da giovane sviluppato una forte consapevolezza politica e di giustizia. Dopo gli studi, Marco ha deciso di dedicarsi oltre che al proprio lavoro, ai suoi hobby (fotografia, tecnologia, scienza, lettura, al volontariato in vari corpi, ecc…) ma mai tralasciando il senso di Giustizia che lo ha pervaso fin da piccolo, grazie anche alla famiglia composta da Magistrati, Giudici, Avvocati e appartenenti alle Forze dell’Ordine. Nel 2018 dopo aver subito violenze, truffe, minacce, ecc… da famiglie criminali di bassa lega, e constatando la criminalità, la mafia, l’ignoranza che gira nelle procure e nelle aule di “presunta giustizia” si dà alle denunce pubbliche su giornali e emittenti televisive ed alla fine alla scrittura per denunciare l’illegalità, la violenza delle organizzazioni criminali, e il loro insediamento nelle procure e tribunali, di loro associati. Da quel momento in poi, Marco ha continuato a scrivere e denunciare pubblicamente a livello nazionale denunce ed articoli sulle mafie, il crimine organizzato, la criminalità e la truffa, raccontando non solo la propria storia, ma anche quelle di cui è venuto a conoscenza in tutta Italia, similari, di persone che hanno chiesto il suo parere.
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