💸 BANCOMAT MALAGIUSTIZIA: 10 MILIONI DI TASSE PER PAGARE I “CAPRICCI” DELLE TOGHE
Se pensavate che il sistema giudiziario italiano fosse una macchina per fare giustizia, i numeri del 2025 vi sveglieranno con un secchio d’acqua gelata. La relazione inviata al Parlamento dal ministro Nordio parla chiaro: lo Stato è diventato un bancomat che serve a riparare (male) i danni fatti da magistrati che non pagano mai.
I numeri del disastro
Nel solo 2025, ben 919 cittadini (ma sono qualche migliai in più0 hanno chiesto il conto allo Stato dopo essere stati triturati da processi inutili. Di questi, 625 hanno ottenuto il risarcimento totale e 142 parziale.
-
9,9 milioni di euro versati complessivamente per rimediare a vite stravolte.
-
4,4 milioni solo per le spese legali di chi è finito sotto processo da innocente.
-
24 milioni (dato ancora parziale) per chi è stato addirittura arrestato ingiustamente.
Il limite di 10.000 euro a testa per il rimborso delle spese legali è una beffa: non copre nemmeno un decimo di quello che un cittadino spende per difendersi dall’arroganza di certe procure, specialmente in “piazze calde” come Reggio Calabria, Catanzaro, Palermo (che strano al sud… dove mafia, magistrati e criminalità normalmente vanno a pranzo insieme, oppure aprono bar di comodo)
Il “Tritasassi” delle Procure
Il problema è strutturale: il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP), che dovrebbe essere il filtro contro le follie dei PM, è spesso ridotto a un passacarte. Si è creata una sudditanza psicologica e di casta dove il giudice, invece di tutelare il cittadino, si allinea servilmente alla linea dell’accusa. Il risultato? Un meccanismo tritasassi che investe le persone sbagliate e le trascina in un calvario che dura anni.
L’impunità della Casta
Mentre le vite degli innocenti vanno in frantumi, nelle stanze dei bottoni regna l’intoccabilità. Su 92 segnalazioni contro magistrati gestite dall’ispettorato (non dai cittadini, quelle sono migliaia….solo io nel 2025 ne ho fatte oltre 50) nel 2025, solo 19 hanno portato a un procedimento disciplinare. La casta si protegge, si auto-assolve e garantisce ai propri membri un’impunità che offende chiunque creda ancora nel diritto. Non vi suole solo la separazione delle carriere, ma l`abolizione totale della legge vassalli, anche se sempre più italiani e siamo tantissimi più di quanti uno se ne immagini… richiederebbero nuovamente l`istituzione della corte marziale e pena capitale per chi sbaglia, i conniventi, collusi, corrotti…
Ecco a voi il ritratto della “giustizia” italiana: un club privato dove PM e giudici si scambiano favori mentre noi paghiamo il conto dei loro errori. È un sistema corrotto nell’anima, dove la “mentalità” della toga prevale sul buonsenso. Questi magistrati inadeguati, che firmano arresti e rinvii a giudizio con la stessa leggerezza con cui si ordina uno spritz, dovrebbero essere mandati a casa a calci.
Invece restano lì, protetti da un sistema che non permette loro di pagare mai di tasca propria, ma la pacchia sta per finire…e forse stanno per finire molte altre cose… prima o poi il karma arriva, non fa sconti, e colpisce duramente…

Marco De Luca è un nuovo scrittore impegnato nella lotta contro le mafie, il crimine organizzato, le piccole criminalità, la violenza fisica e psicologica, il narcisismo e le truffe, perpetrate verso gli uomini. Nato nel 1973 in una tranquilla città del Piemonte e cresciuto a metà in Emilia Romagna ha fin da giovane sviluppato una forte consapevolezza politica e di giustizia. Dopo gli studi, Marco ha deciso di dedicarsi oltre che al proprio lavoro, ai suoi hobby (fotografia, tecnologia, scienza, lettura, al volontariato in vari corpi, ecc…) ma mai tralasciando il senso di Giustizia che lo ha pervaso fin da piccolo, grazie anche alla famiglia composta da Magistrati, Giudici, Avvocati e appartenenti alle Forze dell’Ordine. Nel 2018 dopo aver subito violenze, truffe, minacce, ecc… da famiglie criminali di bassa lega, e constatando la criminalità, la mafia, l’ignoranza che gira nelle procure e nelle aule di “presunta giustizia” si dà alle denunce pubbliche su giornali e emittenti televisive ed alla fine alla scrittura per denunciare l’illegalità, la violenza delle organizzazioni criminali, e il loro insediamento nelle procure e tribunali, di loro associati. Da quel momento in poi, Marco ha continuato a scrivere e denunciare pubblicamente a livello nazionale denunce ed articoli sulle mafie, il crimine organizzato, la criminalità e la truffa, raccontando non solo la propria storia, ma anche quelle di cui è venuto a conoscenza in tutta Italia, similari, di persone che hanno chiesto il suo parere.
https://www.marcodelucalibri.it
Profilo Scrittore Amazon: https://www.amazon.it/Marco-De-Luca/e/B0BWW7ZLLZ
