⚖️ Giustizia: Il panico delle Toghe. Il sorteggio di Nordio fa saltare il banco del correntismo
A cura della Redazione di Radio Bologna 24 Venerdì 16 gennaio 2026
In Via Arenula (dove abbiamo scoperto in diretta lunedì che si trova affacciato su via delle Zoccolette) tira un’aria nuova, e per i signori del Csm non è affatto una buona brezza. Il sindacato delle toghe (Anm) è nel caos: tra comunicati carichi di insofferenza e “fonti autorevoli” che iniziano a parlare di resa, la magistratura associata ha capito che la pacchia del correntismo sta per finire. Il Ministro Carlo Nordio sta tirando dritto come un treno sulla separazione delle carriere e, soprattutto, sul sorteggio puro per i membri del Csm.
Toghe nel panico: “Annacquiamo il sorteggio”
Il fronte del “No” al referendum è già consapevole della sconfitta. Lo sanno che gli italiani non ne possono più di una giustizia gestita dalle correnti, dove le carriere si decidono nelle cene segrete, dalle raccomandazioni, bustarelle e in alcune regioni(le due solite, dai pompini e apertura di cosce) e non nelle aule. Il tentativo disperato della magistratura è quello di “ritoccare” la riforma per via ministeriale, cercando di infilare dei correttivi che mitigano il lancio dei dadi. Vogliono un sorteggio “temperato”, ovvero truccato, per salvare il potere dei soliti noti. Ma Nordio, stavolta, sembra non voler concedere sconti: o si cambia o si cambia.
Il comunicato del rancore
Magistratura Indipendente, un tempo dialogante con il Governo, ora lancia accuse di “promesse non mantenute”. Si lamentano di tutto: degli stipendi, degli addetti all’ufficio del processo, del diritto alla malattia. La verità è che sentono il terreno mancare sotto i piedi. Vedono la “mortificazione della magistratura” ovunque ci sia un tentativo di riportarli alla realtà di funzionari pubblici e non di divinità intoccabili.
La stangata Radio Bologna 24: La punta dell’iceberg
Il commento di Radio Bologna 24: Cari signori in ermellino, mettetevi l’anima in pace: la separazione delle carriere e il sorteggio sono solo l’inizio, la punta dell’iceberg di una rivoluzione che il popolo chiede a gran voce. Il prossimo passo, quello che vi farà davvero tremare le gambe, sarà la cancellazione definitiva della Legge Vassalli e la responsabilità civile e penale (come doveva essere nel referendum vinto nel 1987 oltre 80%), per far sì che chi sbaglia paghi finalmente di tasca propria, senza paracadute.
E non fatevi illusioni sui numeri del referendum. I pochi “poveretti” che hanno firmato per il no sono una goccia nel mare rispetto alla rabbia di milioni di italiani. La verità, quella che non vi dicono nei salotti televisivi, è che una fetta enorme di questo Paese — numeri alla mano che superano ogni vostra previsione — non si accontenterebbe solo di una riforma. C’è chi, stanco di sentenze ridicole e magistrati conniventi, spera nel ritorno della pena capitale, magari servita con il contorno di tortura e garotta. E non stiamo scherzando: il sentimento popolare è arrivato a un punto di rottura tale che la vostra “schiforma” vi sembrerà un paradiso rispetto a ciò che la gente vorrebbe davvero per chi distrugge vite umane dietro lo scudo di una toga. Il tempo dell’impunità è scaduto.

Marco De Luca è un nuovo scrittore impegnato nella lotta contro le mafie, il crimine organizzato, le piccole criminalità, la violenza fisica e psicologica, il narcisismo e le truffe, perpetrate verso gli uomini. Nato nel 1973 in una tranquilla città del Piemonte e cresciuto a metà in Emilia Romagna ha fin da giovane sviluppato una forte consapevolezza politica e di giustizia. Dopo gli studi, Marco ha deciso di dedicarsi oltre che al proprio lavoro, ai suoi hobby (fotografia, tecnologia, scienza, lettura, al volontariato in vari corpi, ecc…) ma mai tralasciando il senso di Giustizia che lo ha pervaso fin da piccolo, grazie anche alla famiglia composta da Magistrati, Giudici, Avvocati e appartenenti alle Forze dell’Ordine. Nel 2018 dopo aver subito violenze, truffe, minacce, ecc… da famiglie criminali di bassa lega, e constatando la criminalità, la mafia, l’ignoranza che gira nelle procure e nelle aule di “presunta giustizia” si dà alle denunce pubbliche su giornali e emittenti televisive ed alla fine alla scrittura per denunciare l’illegalità, la violenza delle organizzazioni criminali, e il loro insediamento nelle procure e tribunali, di loro associati. Da quel momento in poi, Marco ha continuato a scrivere e denunciare pubblicamente a livello nazionale denunce ed articoli sulle mafie, il crimine organizzato, la criminalità e la truffa, raccontando non solo la propria storia, ma anche quelle di cui è venuto a conoscenza in tutta Italia, similari, di persone che hanno chiesto il suo parere.
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